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Impresa di famiglia e Passaggio Generazionale |

(*) Si tratta di : Beretta, Antinori, Barone Ricasoli,
Grazia Deruta, Barovier & Toso; Antica Fonderia
Marinelli; Camuffo;
Torrini Firenze |

Impresa
di Famiglia e Passaggio Generazionale
_______________ ________________________
Nel nostro Paese, circa
l´80% delle piccole e
medie aziende è controllato da una famiglia, mentre
nella classifica delle prime cento società per
fatturato, 42 sono tramandate di padre in figlio.
La maggior parte dell’imprenditoria
italiana è quindi formata da figli di imprenditori,
fenomeno che fa del passaggio generazionale un
problema serio, dalla cui risoluzione dipende la
vita stessa di molte aziende.
La maggiore difficoltà che un capostipite-imprenditore
deve affrontare nella gestione del passaggio
generazionale dei beni della sua famiglia è quella di
fare in modo che gli stessi vengano assegnati agli eredi
rispettando le sue volontà, ma ancora di più che gli
eredi rispettino quelle regole che il capofamiglia ha
deciso per la futura, buona gestione del patrimonio
aziendale.
Può accadere, infatti, che uno dei
successori decida di cambiare la propria posizione
all’interno dell’impresa familiare, magari spinto da
interessi personali o da coniugi interessati. Da qui la
necessità, sempre più sentita, di programmare per tempo
non solo il passaggio generazionale ma soprattutto la
funzionalità futura delle aziende, organizzandone
l'assetto proprietario ed il governo con la presenza
delle persone della famiglia più qualificate e
competenti.
Al tempo stesso, nell'ottica della
famiglia, l'obiettivo è quello di garantire anche per il
futuro l'unità familiare e consentire ai suoi membri
sviluppo personale, professionale ed economico.
In sintesi, i bisogni dell’impresa
familiare italiana possono così tipizzarsi:
(a) Mantenere
l’unità ed integrità della famiglia e dell’impresa,
(b) Tramandare la
ricchezza materiale ed immateriale attraverso le
generazioni,
(c) Mantenere la
destinazione economica di determinati beni ed in
particolare l’impresa,
(d) Assicurare la
crescita ed il successo dell’impresa familiare.
Soddisfare queste esigenze costituisce per gli
imprenditori e per le famiglie imprenditoriali italiane
non una sfida singola, ma una serie di sfide. Sfide che
richiedono di allargare la discussione ad uno scenario
ben più ampio della semplice successione : occorre
affrontare per assicurare nel tempo la continuità di
impresa, la sua crescita verso traguardi importanti e
per mantenere il benessere morale e materiale della
famiglia imprenditoriale, nelle ramificazioni in cui
essa si articola, con il passare delle generazioni e la
crescita della sue stesse dimensioni.
Queste sfide sono vitali per il nostro paese, se si
pensa che l’interesse non si limita alla sola sfera
privata di queste famiglie, ma assume un valore del
tutto sociale per la presenza e l’importanza delle
imprese familiari nell’economia italiana;importanza
storica che è stata recentemente ricordata da una
citazione dell’ Economist, che ha illustrato come, fra
15 aziende di fama globale nel mondo che hanno più di
500 anni di vita, ben 8 sono italiane (*)
D’altra parte il valore che creano queste imprese (solo
il valore che il marchio con il nome di famiglia, magari
noto da decenni o da secoli, capitalizza una parte
ingente del valore d’azienda), è riconosciuto non solo
in Italia : in tutta Europa l’incremento di valore della
capitalizzazione di borsa delle imprese familiari
sovraperforma gli indici generali di borsa; in Germania
è pubblicato l’indice GEX (German Entrepreneurial Index),
rappresentativo di 124 imprese famigliari, che dal
gennaio 2005 al febbraio 2006 è cresciuto di circa il 50
% contro il 34 % dell’indice generale DAX.
Dunque le sfide che affrontano le imprese familiari sono
diverse; ne citeremo fra le altre, tre che ci sembrano
quelle più critiche e complesse:
-
1.
La sfida generazionale, ovvero quella che
crea, nella discendenza o
nella parentela, i candidati
idonei a gestire e condurre
l’azienda, trasferendo nei tempi appropriati
responsabilità, controllo e proprietà;
-
2.
La sfida della governance e della
proprietà responsabile, che tende a disegnare e
realizzare un governo dell’impresa rispettoso delle
esigenze non solo della famiglia o del gruppo di
controllo, ma anche di tutti gli stakeholders
(dipendenti, clienti, fornitori, comunità, ambiente)
- 3. La
sfida manageriale, quella che assicura
all’azienda le migliori competenze direttive,
andando anche oltre i limiti che la famiglia
imprenditoriale può presentare e ricorrendo a
risorse esterne
La sfida
generazionale
E’ evidentemente la sfida più complessa, ma anche quella
che merita le migliori risorse intellettuali,morali e di
esperienza per essere risolta in modo proattivo .
L’imprenditore anziano può costituire una naturale
tendenza a limitare il cambiamento e l’evoluzione
necessaria all’azienda per stare al passo con i mercati,
l’innovazione, la tecnologia. Scelte strategiche
critiche per la sopravvivenza dell’azienda possono
essere rimandate o semplicemente ignorate con effetti
potenziali molto pregiudizievoli.
D’altra parte l’esperienza dell‘imprenditore anziano è
fondamentale per l’impresa. Lo è
in particolare per assicurare alle generazioni dei
30-40enni un inserimento graduale nella gestione
dell’azienda ed un trasferimento delle competenze che
non renda critica e metta a rischio l’impresa nel caso
di eventuale prematura scomparsa del capostipite.
Il tema è ovviamente molto vasto e coinvolge aspetti
imprenditoriali,umani, giuridici e culturali che solo in
parte potremo affrontare nel seguito.
Due, fra gli scenari più comuni, sono quelli che più
frequentemente si osservano nel comportamento degli
imprenditori :
-
a.
La generazione precedente fa gradualmente un
passo indietro, ritirandosi non del tutto dalla vita
imprenditoriale, ma mantenendo ruoli di governo via
via più distanti dalla operatività dell’impresa,
mente la nuova generazione assume progressivamente
responsabilità operative, sui quali risultati viene
valutata ed eventualmente confermata nei nuovi ruoli
-
b.
La generazione precedente allarga l’orizzonte
imprenditoriale con nuove iniziative proponendo alla
nuova generazione di gestire nuovi business,
diversificati o geograficamente o per settore o per
posizionamento della nuova impresa nella filiera
produttiva di origine
Si tratta comunque di
una semplificazione della realtà, dove soprattutto la
diversa dimensione dell’azienda o del gruppo crea
opportunità diverse di adeguare l’approccio alla realtà
della singola azienda o gruppo familiare.
Si tratta inoltre della fisiologia : ben più complesse
sono situazioni patologiche dove non esistono nella
generazione prossima persone desiderose o capaci di
assumere responsabilità aziendali, richiedendo di
esplorare la generazione successiva ( salto
generazionale), o, peggio , quelle caratterizzate da
conflitti o contese che tutto producono fuori che
realizzare l’interesse del’impresa, dunque della
famiglia nel suo complesso allargato
La sfida del buon governo e della proprietà
responsabile
Consiste nel realizzare un governo dell’impresa
rispettoso delle esigenze non solo della famiglia o del
gruppo di controllo, ma anche degli stakeholders
e che porta ad una crescita ordinata dell’azienda.
Questa crescita deve assicurare nel tempo non
solo l’incremento del valore dell’azienda in assoluto,
ma anche l’adeguamento di questo valore al numero dei
componenti della famiglia che la sua stessa crescita
demografica comporta. Questa crescita può richiedere l’
apporto di capitale di rischio di cui la famiglia non
dispone o che non è prudente investire su singole
attività in un contesto di corretta pianificazione del
patrimonio di famiglia.
E’ evidente e storica la tendenza della impresa italiana
a mantenere il controllo della propria impresa anche a
costo di sacrificarne la crescita. Dati Banca d’Italia,
relativi ad una indagine condotta nel 2003 su un
campione di 421 imprese rileva
- Forte concentrazione della
proprietà (nel 57.2% delle imprese l’azionista
principale detiene la maggioranza assoluta del
capitale e nel 63% circa delle imprese, i soggetti
controllanti presentano legami di parentela tra di
loro);
- Netta prevalenza di forme di
controllo familiare
- Ritrosia all’ingresso di soci
esterni, ingresso per lo più collegato alla
necessità di una gestione finanziariamente e
managerialmente più strutturata
Occorre superare i
tabù del controllo a tutti i costi perseguendo modelli
di bilanciamento fra controllo e gestione che la riforma
del diritto societario del 2004 (Riforma Vietti)
oggi permette: modelli duale e monistico di
controllo, patrimoni destinati, nuova struttura della
società a responsabilità limitata sono tutte novità,
ormai già in rodaggio che permettono di contemperare le
esigenze dei nuovi soci ed attrarre talenti manageriali
con i quali condividere il valore creato insieme.
Esiste anche la necessità di gestire e disciplinare in
azienda i rapporti interfamiliari ed intrafamiliari : un
assetto proprietario stabile e coeso favorisce il
miglioramento dei risultati aziendali e per ottenerlo
occorre:
- a.
informare e coinvolgere i diversi rami familiari ed
i singoli individui comunicando sistematicamente e
con sistemi di comunicazione efficaci
- b.
definire politiche di moderata remunerazione dei
familiari coinvolti nella gestione e la
differenziazione dell’attribuzione dei redditi a
quelli non coinvolti
- c.
garantire comunque la governabilità dell’azienda,
evitando di configurare potenziali situazioni di
stallo sia per la gestione che per una eventuale
cessione : secondo Banca d’Italia dal 1993 al 2003
il numero di SPA con statuti che limitano la
trasferibilità delle azioni è passato dal 46% al
66%.
- d.
definire politiche finanziarie ed industriali atte a
diversificare il rischio ed utili all’eventuale
liquidazione di uno o più soci
La sfida manageriale
Nel panorama delle 45 maggiori imprese familiari, solo
la metà ha affidato il timone alle mani di un manager
esterno, mentre nell’altra metà, il governo dell’impresa
si identifica con la proprietà. Nel 35% dei casi il
capofamiglia ha il controllo assoluto dell’azienda come
persona fisica.
La crescita dell’azienda non solo quantitativa, ma
soprattutto qualitativa richiede talenti e strutture
manageriali adeguate. Il problema più comune che si pone
è l’attrarre le persone giuste con un progetto di
crescita ed un programma motivante per i manager da
cooptare nell’azienda. I migliori manager non vengono
attratti da una semplice remunerazione, anche se
generosa e competitiva : vengono attratti da un progetto
sfidante, da condividere sia nell’impegno che nel
successo e nel valore creato. Molto spesso il manager di
successo si aspetta, non a torto, di essere coinvolto in
alcuni aspetti di governance che inevitabilmente sono
contigui alle problematiche che interessano più
direttamente la famiglia. Molti di essi diventano
advisors e mentors ascoltati e rispettati
della famiglia o dei suoi stessi leaders.
Occorre evitare alcuni errori comuni che le famiglie e
gli imprenditori commettono nei confronti del
management, quali, fra i più frequenti :
- regole o sentieri di carriera
generiche o indefinite
- inserimento indisciplinato di
membri della famiglia in posizioni manageriali od
irrispettoso delle posizioni di manager esterni
- politiche remunerative
discriminanti a favore di membri della famiglia
- poteri delegati inadeguati a
valorizzare i talenti manageriali
- scarsa informazione dei
managers o scarso coinvolgimento in decisioni
strategiche riguardanti l’azienda
La Governance Familiare
Gestire queste sfide, per l’imprenditore e la sua
famiglia, non è un impegno che si esaurisce in un
intervallo di tempo predeterminato, ma uno sforzo che
coinvolge tutti gli individui che possono svolgere un
ruolo nella famiglia imprenditoriale. Questo sforzo si
sviluppa continuativamente e reiteratamente e deve
avvenire in un contesto consapevole , organizzato ed
indirizzato da principii ed approcci definiti.
Si parla di questo processo
come il processo di Governance Familiare che
diventa, nella sua visione più ampia una vera e propria
disciplina e che si articola come più avanti descritto
in diverse componenti coordinate e complementari.
La Governance Familiare deve anche immunizzare
l’impresa, oltre che la famiglia,
dagli effetti della discontinuità prodotti del venire
meno di un membro importante della famiglia. Non vi è un
momento od una età ideale di tali persone per affrontare
questo sforzo : occorre avviarlo tempestivamente e
tradurlo al più presto serie continua di azioni
proattive
Alcune fra le linee guida che aiutano l’impresa a la sua
famiglia a stabilire sviluppare la governance familiare
riconoscono che:
- La conservazione del patrimonio e
dell’unità della famiglia è un processo dinamico, di
attività di gruppo e di sviluppo della Governance
Familiare.
- Il processo dinamico è continuo e
reiterativo al variare di condizioni significative
delle variabili che influenzano l’evoluzione della
famiglia e della sua ricchezza.
- Il processo è partecipativo,
includendo anche i membri che hanno un ruolo, anche
non imprenditoriale, nell’interesse di tutti i
membri e soprattutto in quello delle generazioni
future.
- Il processo deve essere guidato
da una leadership chiara e riconosciuta , anche
collegiale. Nel caso non sia possibile affermare
questa leadership interna occorre ricorrere ad una
leadership esterna(advisors, professionisti, persone
di fiducia della famiglia)
- L’ orizzonte temporale è di lungo
termine e viene misurato in generazioni. Breve
termine per una famiglia si misura in una
generazione. Il lungo termine può voler dire tre
generazioni, ovvero anche un secolo.
Queste line-guida
devono essere tradotte in regole, scritte per la maggior
parte, applicate attraverso le generazioni e
modificate/evolute per adattarsi all’evoluzione del
contesto economico,aziendale e familiare
La gestione della continuità generazionale avviene
nell’ambito della governance di famiglia e comprende le
competenze e gli strumenti giuridici, economici e
finanziari, culturali,educativi e sociali finalizzati a
mantenere ed accrescere la ricchezza ed il benessere
della famiglia attraverso le generazioni.
Essa non si limita ad aspetti particolari come la
successione, la fiscalità,l’impresa ma li comprende in
un quadro organico organizzato armonicamente. Per
percorrere questa strada,
finalizzata ad assicurare la continuità della famiglia e
dell’impresa di famiglia, mantenendole unite ed integre
attraverso le generazioni, occorre:
- Assicurare l’unità del patrimonio
familiare, .oltre che della famiglia stessa.
- Garantire la gestione efficiente
dell’impresa di famiglia attraverso una governance
appropriata dell’impresa di famiglia ed un
management competente.
- Proteggere della ricchezza come
strumento di conservazione della famiglia e della
sua unità
- Difendere entrambi , famiglia ed
impresa da rischi materiali ed immateriali.
Proteggere la ricchezza della famiglia ed impiegarla
a supporto del benessere morale e materiale della
famiglia, mantenendone l’unità non significa avere
riguardo solo al patrimonio materiale (impresa, beni
mobili ed immobili,…) ma soprattutto considerare la
componente più importante, quella del patrimonio
immateriale : il capitale intellettuale ed umano,
organizzati in un sistema dei valori familiari che
si tramandano attraverso le generazioni (Tavola 1).
Il capitale finanziario deve diventare è uno
strumento di supporto alla crescita del capitale
umano ed intellettuale della famiglia.
Mantenere unita una famiglia, al di là della sola
compartecipazione alla proprietà e gestione di una
impresa o di un gruppo, significa tenere uniti i
suoi componenti in funzione di un obiettivo di lungo
termine, evitando l’inerzia a l’indifferenza dei
suoi membri verso questi obiettivi condivisi,
comportamenti che portano inevitabilmente alla
disgregazione della famiglia allargata o alla
separazione di alcuni suoi rami
Analogamente, proteggere la ricchezza della
famiglia, come strumento fondamentale della crescita
morale della famiglia e dello sviluppo dell’impresa,
significa proteggerla non solo dai rischi materiali,
ma soprattutto da quelli immateriali, che sono
quelli più insidiosi e che, se non gestiti e
preventivamente affrontati, portano alla perdita
dell’ identità ed a perdere le caratteristiche di
forza morale ed imprenditoriale della famiglia
imprenditiva.
Realizzare un processo di governance familiare
rivolto alla protezione della ricchezza materiale ed
immateriale della famiglia ed organizzato sulla base
delle linee guida citate, con gli obiettivi
descritti richiede per essere efficace:
- 1. di
dotare la famiglia di regole che realizzino
queste linee-guida. Si tratta di regole
generali, scritte per la maggior parte, che
saranno applicate attraverso le generazioni e
modificate/evolute per adattarsi all’evoluzione
del contesto economico,aziendale e familiare.
L’insieme di queste regole vanno sotto il nome
generale di patto di famiglia
- 2. di
tradurre tali regole generali in due sistemi di
regole più specifiche e dettagliate, quelle che
disciplinano il governo della famiglia e quelle
che disciplinano il governo dell’impresa. Questi
due sistemi devono essere coerenti, allineati ed
armonicamente coordinati per evitare distonie
che provochino conflitti o situazioni di stallo
nei rapporti familiari che si riflettano
negativamente sull’impresa
- 3. di
adottare gli strumenti appropriati per
proteggere la ricchezza della famiglia e la
crescita e prosperità dell’impresa realizzando
ed attuando principii e regole della governance
familiare.
Il patto di
famiglia: caratteri generali
Si tratta di definire un vero e proprio “statuto” :
un accordo scritto, anche solo in parte che sancisce
principii e regole riguardanti il rapporto fa una
famiglia e la sua/le sue imprese.
La sua accettazione deve evitare conflitti fra le
generazioni (genitori-figli), e all’interno di una
stessa generazione (fratelli,cugini). Tramandandosi
alle generazioni successive arriva a regolare i
rapporti fra parenti estendendosi all’intera
dinastia imprenditoriale.
Va precisato che per patto di famiglia si intende
questo sistema di regole che già esiste in forma più
o meno formale nelle grandi famiglie imprenditoriali
in tutto il mondo, ma che nessuna legge disciplina.
Di livello totalmente diverso dai patti di famiglia
ex art 768-bis e seguenti del Codice Civile italiano
che fissano una norma civilistica per il passaggio
in vita dell’impresa dal genitore al figlio,
strumento citato più avanti
Perché i patti di famiglia, così intesi come sistema
di regole generali della singola famiglia si stanno
diffondendo? Primo, perché il passaggio di
generazione di solito comporta un ampliamento del
numero dei soci coinvolti e ciò implica la necessità
di condividere tra più soggetti un patrimonio
comune. Secondo, perché molte famiglie
imprenditoriali credono che ci debba essere una
visione condivisa nel futuro e così molti dei patti
iniziano proprio con la citazione dei valori che la
famiglia vuole tramandare. Terzo, per definire le
modalità di risoluzione delle potenziali situazioni
di tensione o di conflitto di interessi tra i soci.
Quarto, per impegnare i soci anche moralmente e non
solo giuridicamente. Ed infine, quinto, per vietare
alcuni comportamenti patologici di sfruttamento
dell'impresa da parte della famiglia proprietaria.
In altre parole, quando una famiglia ha il dubbio
che ci sia qualcuno all'interno della compagine
proprietaria con visioni diverse su che cosa sia e a
che cosa serva un'impresa, è bene iniziare a
stendere un patto di famiglia.
Il Patto di famiglia deve essere studiato e
modellato su ogni singola situazione famigliare.
Prevedrà, ad esempio, come si dovranno comportare
tutti gli eredi quando entreranno nell’azienda di
famiglia, quali saranno i risultati che ciascun
figlio dovrà raggiungere per proseguire nella
carriera, come saranno ripartiti i redditi aziendali
all’interno della famiglia, fino a comprendere anche
quali saranno le vie di fuga, e infine come si
comporterà la famiglia, sul piano finanziario, con
chi non starà più alle regole. E’ quindi un vero e
proprio “statuto” della famiglia che, nel momento in
cui viene accettato e sottoscritto, non lascerà più
spazio a situazioni di conflitto tra genitori e
figli e tra fratelli, ma anche tra gli altri parenti
nel momento in cui a pochi soci-fondatori succedano
tanti soci-successori; in questo caso, il patto sarà
esteso non solo a una famiglia ma a tutta la
dinastia imprenditoriale. Funzione importante del
Patto di Famiglia è sicuramente quella di stroncare
sul nascere prese di potere da parte di un
successore particolarmente combattivo, evitare
incomprensioni derivanti da false supposizioni o
impedire situazioni di protezione indiscriminata da
parte di uno dei fondatori a favore del suo
successore privilegiato. E l’imprenditore a questo
punto può essere certo che tutto si svolgerà come
previsto, sicuro che anche quando lui non ci sarà
più gli eredi continueranno a rispettare le sue
volontà proprio perché le stesse sono state ancor
prima accettate e condivise. Ed è proprio per questo
che molti imprenditori stanno iniziando quel
processo di preparazione del passaggio generazionale
dell’azienda famigliare in cui il Patto di Famiglia
assume un ruolo centrale.
Il Patto di Famiglia è l’unico strumento che
permette inoltre di codificare tutte quelle volontà
che, non essendo di matrice giuridica ma più
orientate a comportamenti e percorsi di carriera dei
familiari, non possono essere inserite nello statuto
della società finanziaria o operativa. Il Patto di
Famiglia deve arrivare a permettere alla famiglia di
“regnare” sull’impresa ma anche senza l’obbligo di
“governarla”, stabilendo quindi delle regole che
permettono di delegare la gestione delle attività
anche a manager esterni e capaci se nella famiglia
non ne esistono o se non dimostrano capacità
sufficienti.
Il Patto di Famiglia ha successo quando non è
dettato dall’urgenza o da particolari situazioni di
problematicità. Altro elemento di successo è la
validità e la condivisione dei principi che stanno
alla base del patto e la non enunciazione di valori
economici che creano aspettative, magari poi
disattese. In ogni caso, per elaborare e costruire
un Patto di Famiglia efficace bisogna ricorrere a
professionisti esperti della materia, anche perché
molteplici sono gli aspetti da considerare, da
quello societario a quello fiscale, da quello
successorio a quello fiduciario.
La coerenza fra governance di famiglia e
governance di impresa
Fissate le regole generali, esse vanno tradotte in
norme operative sia a livello familiare che a
livello aziendale. Si tratta,sia a livello familiare
che a livello aziendale le regole formali che hanno
valenza giuridica. Al livello familiare saranno
disciplinate ad esempio la ripartizione della
proprietà, ripartizione dei redditi, gestione e
tutela del nome e del marchio, etc.......
A livello
aziendale le regole saranno tradotte negli statuti e
nei patti di sindacato del gruppo societario e nei
regolamenti aziendali.
E’ importante che vi sia coordinamento fra i due
livelli : una non chiara leadership e regole
della famiglia non sufficientemente specifiche
potranno essere tradotte in regole di governo
aziendale simmetriche chiare ed efficaci, provocando
inevitabilmente distonie, disaccordo o stallo
decisionale in azienda.
Occorre inoltre gestire dinamicamente nel tempo il
fatto che, con il venire meno o con il diminuire
della presenza dell’imprenditore capostipite e con
la crescita auspicabile della dimensione
dell’impresa, proprietà, governo e management,
inizialmente accentrati nella figura della singola
persona dell’imprenditore tendono a separarsi. Ciò
comporta una forte esigenza e complessità di
gestione e coordinamento di queste tre componenti,
ma offre anche l’opportunità di articolare meglio i
tre livelli,anche formalmente e di migliorare la
gestione, inserendo nuove e migliori risorse,
soprattutto esterne, sia nei consigli di
amministrazione che nella struttura manageriale
dell’impresa
Gli strumenti
Attivare e mantenere in funzione il patto di
famiglia aggiornando ed allineando la governance di
famiglia e di impresa comporta la scelta e
l’attivazione degli strumenti più adatti fra quelli
che gli strumenti e le norme giuridiche, oltre alle
soluzioni di corporate finance offrono.
Ne citiamo solo alcuni, quali:
- Patti di famiglia ex art.
768-bis del codice civile
- Trust
- Patti di impresa
- Usufrutto e nuda proprietà
- Finanza straordinaria di
famiglia:
Affrontare in
questa sede il tema delle caratteristiche, vantaggi
e limiti di ogni singolo strumento va oltre gli
scopi di questo lavoro. Ci interessa notare tuttavia
che affrontare il tema del passaggio generazionale
partendo dalla valutazione e scelta degli strumenti,
come accade molto frequentemente, mette in evidenza
i limiti di un disegno che manca di una chiarezza
sui contenuti e sulle scelte di fondo di governance
familiare e delle modalità della gestione e
protezione della ricchezza della famiglia
Conclusioni
La gestione del passaggio generazionale ideale
avviene in un ambito organizzato di governance
familiare dove le regole del patto di famiglia
sono sviluppate condivise e mantenute evolvendole
attraverso le generazioni.
In questo ambito scopi, obiettivi e modalità di
gestione dei rapporti intra ed interfamiliari sono
codificati e tradotti coerentemente nelle regole
operative di governo della famiglia e dell’impresa
ed attivati in modo coordinato con l’utilizzo degli
strumenti giuridici ed economici più appropriati.
Questo contesto organizzato favorisce il
raggiungimento degli obiettivi tipici del
mantenimento dell’unità ed integrità della famiglia
e dell’impresa, il tramandare la ricchezza materiale
ed immateriale attraverso le generazioni mantenere
la destinazione economica dei beni di famiglia e la
crescita ed il successo dell’impresa familiare.
Sono effettivamente poche le famiglie
imprenditoriali che si dotano di regole formali di
un patto di famiglia, ma certamente lo fanno quelle
più antiche e più grandi per “popolazione” e
dimensione del patrimonio, a conferma dell’efficacia
dell’approccio. Tuttavia il loro numero è in
crescita in tutto il mondo , non solo in Italia, e
si scopre che molte famiglie proprietarie di medie e
piccole aziende sono attratte da questo approccio ed
intraprendono processi di governance familiare più o
meno formalizzati, con l’aiuto dei loro
professionisti ed advisors. Sono famiglie
attratte non solo dalla voglia di “fare dinastia”,
ma anche da una crescente coscienza di
responsabilità sociale, che le vuole impegnate a
fare vivere e crescere la propria azienda nel tempo
e non a legarne l’esistenza strettamente al singolo
ramo familiare od alla singola generazione.
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